NELLE ANTICHE OSTERIE

Negli antichi documenti fiorentini troviamo per la prima volta menzione le osterie del 1065. Ma le osterie di Firenze hanno sempre avuto
una speciale considerazione in tutta Europa, considerazione giunta fino ai nostri giorni, per la genuinita' e la caratteristica dei piatti cucinati.
Anche al Pievano Arlotto piaceva frequentare le osterie, tanto che l' Arcivescovo di Firenze, S.Antonino, lo invito' alla mensa dell' Arcivescovado
per riportarlo ad una tavola piu' frugale. Ma avendo il Pievano Arlotto, tutti i giorni portato nuovi e sempre piu' numerosi amici alla detta mensa,

l' Arcivescovo Santo fu costretto a lasciare andare il Pievano a mangiare e bere dove piu' gli fosse gradito. Lorenzo Panciatichi, nella sua cicalata
in lode della padella e della frittura, ci racconta che fu un oste fiorentino a cucinare per primo il famoso piatto dei granelli, i testicoli di montone,
e ricorda che Marsilio Strozzi porto' il piatto a Bologna. Sempre il Panciatichi ci tramanda che Stefano Battori Re di Polonia diceva sempre di pentirsi
di quattro cose: d'aver assediato Danzica con poche forze, di aver investito della Prussia il Marchese di Brandemburgo, di aver preso moglie vecchia
e di non aver mai prima mangiato i granelli a Firenze. E quando li ebbe mangiati, di tre cose si dilettava: di musica, di mangiar granelli e di spade
incavate. E fu sempre un oste fiorentino a cucinare questo piatto in Turchia, cosa molto difficile perche' contrario alla religione di quel paese che
proibiva la frittura con lardo. Altri piatti richiesti nelle osterie fiorentine furono le tomaselle, una frittura di polpette fatte con pasta zuccherata,
la carbonata, carne suina cotta alla griglia sui carboni o fritta in padella, l'oca ripiena di agli, il ventre di vitella, le starne lesse, le sardelle in umido.

Poi i dolci: le pinocchiate, i morselletti, le zucche confettate, i berlingozzi, il pane pepato, il savore, la sapa e le fanfalucche. Come primi piatti, le
frittelle, i ravioli, le torte di uova e soprattutto, l' erbolato con erbe, radici, uova e formaggio. Queste osterie che possiamo definire le antenate
delle attuali trattorie subiscono, con il tempo, naturali trasformazioni, che non cambiano pero' la tradizione e con l' avvicinarsi dei tempi nostri
le rendono ancora gradite e ricercate, non solo ai forestieri ed agli stranieri, ma anche agli stessi fiorentini che amano alternare alla cucina di
famiglia, i piatti preparati nei locali cittadini. Se Firenze vanta nel mondo tra gli altri primati, anche quello di citta' ove si mangia bene, lo deve
all' originalita' dei locali e degli arredamenti, oltre alla specialita' della cucina e della cantina. Ai nostri giorni, nel quartiere mediovale, in un bell'
ambiente dalle strutture storiche, sorto sui resti dell' antico anfiteatro romano, nel Ristrante Leo in Santa Croce, sono a disposizione tutte
le genuine specialita' fiorentine. Storia e tradizione si uniscono nel caratteristico locale.

RISTORANTE- LEO IN SANTA CROCE

Sui resti dell'antico anfiteatro romano, in un ambiente antico, caratteristico, con capitelli originali risalenti al periodo medioevale,
sorge il RISTORANTE LEO IN SANTA CROCE. Nel nostro ristorante avrete un'accoglienza unica, con personale qualificato,
ospitale, che offrira' alla sua clientela, grazie all'esperienza acquisita, specialita' nazionali e la migliore pasta fresca lavorata
esclusivamente a mano dai nostri chef. Per i nostri ospiti saranno a disposizione un'ampia scelta di vini e liquori delle migliori qualita'.
ORARIO: 12:00-15:00 19:00-23:00



Ristorante Leo in Santa Croce
Via Torta,7r FIRENZE 50122
Tel.(+39) 055 210 829
email: leo_in_s.croce@libero.it